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SINDROME DI BENEDETTI O CALVIZIA ATROFICA DI ORIGINE ANTROPOLOGICA

Il concetto di base è che un'insufficiente e carente circolazione a livello cutaneo provoca atrofia, l'atrofia del bulbo pilifero la caduta del pelo. Tutto ciò è logico; infatti se manca o se è insufficiente l'apporto sanguigno, non arrivano al follicolo, come alle rimanenti cellule della cute, le sostanze nutritive indispensabili allo svolgimento delle attività metaboliche. Si verifica, quindi, rallentamento del metabolismo, rallentamento della crescita dei peli, dapprima e, successivamente, per il perdurare della situazione, la caduta del pelo, proprio perchè il bulbo pilifero risulta scarsamente o per nulla alimentato. Se la condizione non cambia il bulbo del capello può atrofizzarsi per sempre. Anche la semplice osservazione della cute glabra in confronto a quella ricca di capelli suggerisce la carenza di circolazione nelle zone calve. La cute priva di capelli si presenta dura, cuoiosa, di colorito più chiaro, mentre, dove questi sono abbondanti, molto più elastica, scorrevole sui piani sottostanti, di colorito più roseo.
Che cosa ha provocato l'insufficienza circolatoria?
La carenza circolatoria è la conseguenza di una trasformazione antropologica della specie umana. Se osserviamo, infatti, il cranio dei nostri antenati era caratterizzato dall'avere una piccola scatola cranica ed una mascella ed una mandibola molto pronunciate. Successivamente, nel tempo, la scatola cranica si è ampliata per poter accogliere la massa encefalica sviluppatasi; la mandibola e la mascella sono invece regredite. L'ampliamento della scatola cranica verificatosi non è stato però seguito da un uguale ampliamento della superificie cutanea che l'avvolge. La cute, quindi, in misura maggiore o minore, a seconda dei casi, subisce uno stiramento sulla volta cranica. La conseguenza di tale stiramento è l'appiattimento dei vari strati dell'epidermide e del derma, a livello del quale si verifica occlusione dei vasi sanguigni e linfatici. L'ostruzione dei vari vasi rende insufficiente o totalmente assente l'apporto di sostanze nutritizie a livello dei follicoli piliferi, che pian piano si atrofizzano con successiva caduta del pelo non seguita da ulteriore ricrescita.
II processo di sclerotizzazione, inoltre, si osserva quasi esclusivamente in quelle zone della scatola cranica più ampliate, quali fronte e volta cranica, dove, quindi, la cute è maggiormente stirata. Le altre regioni, nuca e pareti laterali, sono normalmente risparmiate, perchè soggette ad una stimolazione, o meglio, ad un massaggio naturale e fisiologico riattivante, che impedisce l'atrofia. II movimento del capo, infatti, permette di mantenere attiva la circolazione a livello della nuca, mentre le contrazioni dei vari muscoli facciali e masticatori a livello delle zone temporali. In questi casi, che sono la maggioranza, per risolvere o migliorare la calvizia, l'unico rimedio veramente efficace è la riattivazione della circolazione in modo tale che l'apporto alimentare al follicolo pilifero possa essere assicurato.

"IL MASSAGGIO HA UN EFFETTO BENEFICO E RIVITALIZZANTE"


Un mezzo efficace a questo scopo è il massaggio della cute, che ne facilita lo scollamento dalla volta cranica. II massaggio riattivatore, di scollamento, periodico e continuato, deve essere effettuato abbastanza delicatamente, al fine di evitare traumi epidermici che potrebbero risultare dannosi, e dopo avere applicato sul cuoio capelluto prodotti aventi proprietà rubefacenti, vasodilatatrici, potenziamenti l'effetto del massaggio stesso. Se si interviene quindi precocemente e con opportuni preparati a base di sostanze adatte, il problema della caduta può essere efficacemente risolto. La situazione è invece più complicata se la calvizia si è instaurata già da parecchi anni; in questo caso, infatti, il bulbo pilifero potrebbe essersi già atrofizzato e quindi ogni stimolazione risultare inefficace.
La teoria della Sindrome di Benedetti si accorda anche con quanti sostengono che la calvizia è un fenomeno ereditario.
Qualcosa viene infatti ereditato dal genitore: la particolare conformazione cranica, cosicchè, se il genitore ha perso i capelli, è abbastanza probabile che anche i figli li perdano (se gli assomigliano), se non interverranno precocemente. Sarebbe opportuno, quando c'è la possibilità di calvizia, effettuare già un'opera di prevenzione nel bambino.
Si sa che i capelli, come gli altri peli, si formano già nel feto, nelle prime settimane di vita, che attraversano una fase di quiescenza, per poi riprendere a formarsi e crescere nella pubertà fin verso i 18-20 anni.
è infatti a questa età, anno più anno meno, che incominciano a cadere i capelli, la perdita dei quali può essere evitata, se fin dall'adolescenza, periodo di formazione del pelo, ed anche successivamente, si opera un'opportuna stimolazione che impedisca il ristagno della circolazione e l'indurimento della cute. In questa maniera il bulbo pilifero riceverà continuamente e normalmente tutte le sostanze necessarie alla sua attività metabolica ed i capelli cresceranno, in quanto non ci sarà nessuna carenza di base.
Riassumendo, il concetto fondamentale è molto semplice: carenza circolatoria con successiva atrofia cutanea e follicolare, quindi caduta del pelo senza ulteriore ricrescita. La stimolazione della circolazione permette la ricrescita del pelo. II concetto che la vasodilatazione favorisca la ricrescita a livello del follicolo pilifero, è diventato ora, molto di moda, soprattutto da quando si è osservato lo sviluppo di peli e l'aumento di capelli quale effetto collaterale di farmaci antiipertensivi e quindi vasodilatatori. La nostra teoria, però, pur basandosi sul principio della vasodilatazione è più profonda. Si insiste infatti sull'importanza della stimolazione della circolazione sanguigna tramite l'uso di opportune sostanze, ma non solo. La vasostimolazione deve essere seguita da un massaggio, opportunatamente eseguito, avente lo scopo di scollare la cute dalla scatola cranica, di renderla elastica, morbida, di evitare o meglio eliminare il più possibile la trazione a cui essa è sottoposta sulla volta cranica. Solo in questa maniera il miglioramento ottenuto con i vasodilatatori sarà indeterminato. Spesso, infatti, smesso l'uso di tali farmaci, il benefico effetto, cioè la ricrescita dei peli ed in particolare dei capelli, cessa, ed i capelli ricadono proprio nelle stesse zone che erano calve prima della cura. Questo accade in quanto la cute è rimasta stirata e incollata alla scatola cranica e quindi, cessato l'effetto vasodilatatore indotto, i peli cadono di nuovo, perchè uno dei problemi di base non era stato risolto.
L'effetto positivo, conseguente alla vasodilatazione, permane quindi solo se si è fatto di tutto per rendere la cute morbida ed elastica, scorrevole sulla scatola cranica e quindi fisiologicamente irrorata.
Come conseguenza della teoria della Sindrome di Benedetti nascono i trattamenti CAPILLITIUM® COMPLEX e BEAUTYGENE®

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