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DISFUNZIONI ENDOCRINE GENERALI ED A LIVELLO DEL FOLLICOLO PILIFERO

Le disfunzioni endocrine generali ed in particolare relative agli androgeni, possono essere spesso una delle cause della perdita di capelli. A volte la disendocrinia è ben chiara, in quanto risultano decisamente alterati i tassi ematici dell'ormone in questione, quasi sempre il testosterone o qualche altro androgeno. Nella maggior parte dei casi tali variazioni non si riscontrano in quanto il meccanismo è molto più sottile. Si assiste, infatti, ad un'alterazione del metabolismo dell'ormone (si parla sempre di testosterone) a livello del follicolo pilo-sebaceo. L'attività metabolica del follicolo pilifero è sotto il controllo del diidrotestosterone, forma attiva del testosterone. A livello del follicolo esiste un enzima in grado di trasformare tale ormone nella sua forma attiva. Può essere che, a volte, nei casi di calvizia, aumenti enormemente l'attività enzimatica responsabile di tale reazione biochimica, per cui il tasso ematico del testosterone non muta, ma quello in circolo viene più intensamente trasformato nella sua forma attiva. L'eccesso quindi di diidrotestosterone potrebbe provocare la caduta del pelo. Tale tipo di modificazione biochimica, ovviamente, può interessare cellule e quindi follicoli diversi, in grado diverso, anche perchè, a seconda della sede occupata ed anche nel tempo, può variare la recettività della stessa struttura biologica per un medesimo stimolo. II discorso ormonale è molto più complesso, per le numerose correlazioni con i vari metabolismi ed, in questo caso, ancora più complicato, in quanto ci troviamo di fronte ad un ormone, il cui eccesso, da una parte, può stimolare la supercrescita dei peli (ipertricosi ed irsutismo), dall'altra essere responsabile del fenomeno opposto, cioè la perdita dei capelli. Non esiste tuttora una spiegazione in grado di chiarire questa contraddizione. Sembra, comunque, che questa ipersensibilità delle cellule del follicolo pilifero agli androgeni possa essere geneticamente predisposta, oppure insorgere secondariamente per motivi non ancora ben chiari. Se la calvizia è determinata da questa iperattività enzimatica a livello follicolare e da nessun'altra disfunzione ormonale, l'unico aspetto patologico (se così lo si può definire) osservabile è la caduta dei capelli.

"ANALIZZARE BENE LE CAUSE E FARSI GUIDARE DAL MEDICO"

II rimedio, in questi casi, può essere dato dall'assunzione di ormoni con attività antiandrogenica, solo sotto diretto controllo medico. Si può trarre, forse, vantaggio anche da una stimolazione della circolazione sanguigna, ottenuta con particolari vasodilatatori. Una circolazione più attiva potrebbe riequilibrare il metabolismo follicolare ristabilendo l'equilibrio tra le fasi del ciclo e impedendo, quindi, al capello di diventare sempre più sottile e di cadere.

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CARENZA CIRCOLATORIA CON SUCCESSIVA ATROFIA

Nella maggioranza dei casi, comunque, la perdita di capelli è conseguenza di una carenza circolatoria a livello dei follicoli piliferi che porta ad atrofia cutanea e follicolare con conseguente caduta del capello. Questo concetto è stato, per la prima volta, da noi formulato dopo una lunga serie di ricerche e sperimentazioni. Oggi, sempre più studiosi e ricercatori approvano e seguono tale nostro principio, dimostrando quanto questo sia giusto, valido e come questa sia la strada per combattere la calvizia più frequente.


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